Vi siete mai chiesti quanto è davvero efficace il vostro marchio? Cosa effettivamente dice della vostra attività? Se lo fa nel modo giusto?
Queste sono solo alcune delle domande, che è necessario porsi, per capire se la propria attività sta agendo correttamente e sta dando la giusta immagine di sé.

Sono milioni le attività nel mondo, come milioni sono i loghi che le identificano. Ma saranno tutti efficaci? Ovviamente, la risposta e no! Questo perché, molto spesso si decide di non affidare la cura della propria immagine aziendale a dei veri professionisti del settore. Ciò comporta l’insorgenza di errori di poco conto nel migliore dei casi, e pesantemente dannosi in altri.

Andiamo quindi a vedere, nel dettaglio, i 5 errori più comuni nella stesura di un’identità visiva di un brand.

1. Il logo comunica l’imprenditore e non l’attività

Sembra quasi un paradosso, ma spesso molti imprenditori optano per un’immagine aziendale che comunica più il loro gusto personale, piuttosto che il core business dell’attività, inserendo, per esempio, simboli a cui sono affezionati o naming di dubbia provenienza.
Il problema ovviamente non sussiste, nel momento in cui il logo identifica una personalità, come, per esempio, un personal trainer oppure un influencer. È, al contrario, un ostacolo quando il consumatore non è in grado di capire a colpo d’occhio cosa siamo in grado di offrirgli.

2. Il font che accompagna il logo non è in linea con il nostro prodotto

Il font è uno di quegli elementi più bistrattati dai non professionisti. È il prodotto di uno studio e di una ricerca, in termini di leggibilità e comunicazione, minuziosi, oltre ad essere strettamente legato al periodo in cui viene creato.
Mi spiego meglio. Se esaminiamo il font Bodoni e lo paragoniamo, per esempio, al font Helvetica ci si renderà conto a colpo d’occhio che, i due font comunicano in modo diametralmente opposto. Il primo, infatti, per la sua conformazione, si adatta di più a una comunicazione elegante o legata alla tradizione. Il secondo, invece, è volto a comunicare modernità e asetticità: non ha caso è utilizzato nella segnaletica stradale.

3. Il colore del tuo logo non si accosta bene a ciò che offri

Abbiamo già parlato dell’importanza del colore per la progettazione di un logo qui. Anche questo è uno degli aspetti più sottovalutati dai non esperti. Il colore sbagliato, invece, può destare confusione nel tuo potenziale cliente. Un esempio lampante? Immaginate un prodotto per bambini di colore nero. Strano vero?

4. Il tuo logo non è provvisto di un manuale d’uso

La tappa finale nella realizzazione di un logo consiste nello stilare il cosiddetto “manuale d’uso”, ovvero un fascicolo che raccolga tutte le istruzioni, volte al suo corretto utilizzo. In questo documento, infatti, possiamo trovare, oltre a tutte le informazioni sulla progettazione e realizzazione del marchio, tutte quelle regole da seguire, affinchè il tuo logo risulti perfetto per qualsiasi utilizzo e applicazione, come ad esempio l’accostamento ad altri loghi oppure la dimensione minima di leggibilità.

5. Parola d’ordine: non esagerare

Il tuo marchio è in grado di comunicare una serie di valori attraverso la sua conformazione grafica. A questo proposito, possiamo dunque paragonare la comunicazione semiotica (ciò che si comunica attraverso il segno) alla comunicazione parlata. Troppe parole tutte assieme rendono incomprensibile qualsivoglia conversazione. Allo stesso modo, troppi elementi sul nostro marchio confondono il consumatore, negando così la sua stessa funzione: identificare in modo univoco la nostra attività e il prodotto offerto. “Less is more!”