Pensiamo a quanti impulsi visivi riceviamo costantemente. Analizzare ogni singolo elemento sarebbe davvero un’impresa impossibile. Ecco allora che interviene la nostra mente a raggruppare le informazioni visive, permettendoci di coglierle nel loro insieme.

A individuare attraverso quali meccanismi la mente percepisce unitariamente elementi, quali forme, caratteri e colori, che sono in realtà separati tra loro, è stata negli anni ’20 la scuola tedesca della Gestalt, elaborando una serie di leggi, alla base della formazione di ogni Graphic Designer.

Nella composizione grafica e, in generale, in quasi tutte le forme d’arte visiva, infatti, la strutturazione del progetto non può prescindere da tali principi di percezione visiva, in quanto permettono di migliorarne l’efficacia e l’impatto visivo.

Vediamo insieme alcune di queste leggi e come possiamo sfruttarle.

Semplicità

La nostra mente tende a percepire ogni cosa nella forma più semplice. Non importa da quanti elementi sia composta un’immagine, a un primo sguardo la nostra mente tenderà sempre a interpretarla nel modo più semplice. Usare nel modo migliore tale principio significa saper usare forme semplici per creare prodotti complessi e d’impatto. Possiamo sfruttarlo per creare le composizioni più varie: le possibilità sono davvero infinite.

Figura-Sfondo

In un insieme di elementi quelli che hanno la forma più semplice e sono quindi più riconoscibili, tendono a essere percepiti come figura, gli altri passeranno in secondo piano e diventeranno lo sfondo. Tale principio, infatti, spiega come alcuni elementi in un prodotto di design visivo vengano percepiti come il soggetto della comunicazione, in primo piano, mentre altri, invece, vengano percepiti come sfondo, in secondo piano, dietro la figura.

Vicinanza

Gli elementi vicini vengono percepiti come insieme unitario, ossia vengono raggruppati e visti come figura. Più elementi vicini tra loro vengono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo. Applichiamo questo principio molto più spesso di quanto immaginiamo, in modo inconsapevole. Pensiamo alla spaziatura nel testo. Lo spazio è il fattore che ci permette di distinguere e leggere le parole, di separare i diversi paragrafi. Un uso sbagliato degli spazi genera una lettura confusa e faticosa.

Continuità

Gli elementi di un insieme che si susseguono in una continuazione regolare e logica sono percepiti come figura. Le linee sono percepite più facilmente quando sono continue, senza interruzioni: in questi casi, la mente percepisce una figura unitaria anche quando questa non esiste nella realtà. La mente ricerca sempre una continuità visiva lungo una direzione, anche se le figure che osserviamo sono distaccate. Tutti gli elementi connessi tra loro vengono percepiti come un unico gruppo, coerente e continuo.

Chiusura

Gli elementi di un insieme che tendono a chiudersi in forme riconoscibili vengono percepiti come figura. Il cervello, infatti, riesce a ricostruire le parti mancanti della figura grazie alla memoria che ha di quel particolare oggetto. Percepiamo come appartenenti allo stesso gruppo gli elementi che fanno parte di una figura chiusa; ovvero, la mente preferisce vedere forme chiuse che aperte.  Questo principio si basa sulla naturale tendenza della mente umana al chiudere o completare figure aperte.

Queste leggi non si presentano singolarmente in campo percettivo, ma molte volte una figura viene elaborata grazie alla decodificazione a livello cerebrale di più leggi assieme. Nella progettazione grafica il designer potrà creare giochi di forme, spostare l’attenzione su particolari punti della sua opera, potrà creare distorsioni ed illusioni ottiche che spiazzeranno il fruitore, creerà intersezioni impossibili o farà apparire oggetti specifici da forme geometriche variegati.