Il logo è un elemento importantissimo e imprescindibile per la creazione di un business. Questo, infatti, costituisce il primissimo biglietto da visita di un’azienda e deve essere in grado di comunicarne i valori e di rimanere impresso nella mente di chi lo guarda.
In tal senso, è fondamentale che il logo sia composto da elementi che percettivamente comunichino il più possibile.

Sono 3 gli elementi essenziali: la tipologia di azienda che rappresenta (prodotto/servizio offerto), il target di riferimento (a chi è rivolto il prodotto/ servizio) e la filosofia aziendale (il modo in cui il prodotto/servizio viene offerto al consumatore).

Tradurre dei concetti astratti in un’identità visiva non è semplice, ma da quando la grafica ha iniziato a essere parte della nostra quotidianità, diversi studi sulla percezione umana sono venuti in nostro soccorso offrendoci dei suggerimenti molto utili. Uno dei primi aspetti percettivi che contraddistingue un marchio è per l’appunto il colore.

Agli inizi del XX secolo una corrente psicologica di matrice tedesca, la Gestalt, attraverso studi empirici è riuscita a decodificare l’impulso psicologico che il colore riesce a imprimere nella mente umana. Questi impulsi provengono sostanzialmente da archetipi percettivi che discendono addirittura dai nostri antenati.
Per esempio, quando osserviamo un rosso acceso, questo colore ricrea nella nostra mente la sensazione di calore, ma anche di pericolo. Questo perché lo leghiamo al colore rosso acceso del fuoco o del sangue, come se fossimo ancora uomini primitivi nell’età della pietra.

Avete ben presente la potenza comunicativa del brand Coca-Cola?
Oltre che per le azzeccate azioni di marketing, questo brand deve la sua riconoscibilità proprio al colore rosso che negli scaffali di un supermercato viene notato prima rispetto molti altri.
Ma nonostante il rosso sia uno dei colori più potenti nel coinvolgere e catturare l’attenzione dei consumatori, non è sempre una scelta cromatica azzeccata. Il rosso non è che uno dei tantissimi colori che possiamo sfruttare per comunicare chi, come e cosa facciamo.
Provate a immaginare un centro yoga con un logo rosso. Di certo non vi susciterebbe sensazioni di calma e serenità, emozioni che tipicamente si devono legare a questa tipologia di attività. Per un centro yoga è più azzeccato un azzurro o un viola, che per gli stessi principi enunciati per il rosso, rimandano alla calma del mare o dei meravigliosi paesaggi spaziali.

Per trattare quest’argomento nella sua totalità e in tutte le sue sfaccettature, non basterebbe un’enciclopedia. Ad ogni modo, abbiamo scelto di elencare le peculiarità percettive dei colori più comuni.

BLU

Il blu è forse il colore più comune per un’azienda che vuole comunicare fiducia e professionalità. È, infatti, utilizzato da diversi brand che operano nel campo della salute e del lavoro, due aspetti della vita delle persone su cui è bene non scherzare.
Questo colore, inoltre, rimanda ai concetti di autorità, stabilità e solidità.

VERDE

Come è possibile immaginare il verde rimanda in prima istanza alla natura. Viene infatti utilizzato principalmente in loghi che vogliono comunicare un prodotto legato al settore del biologico o dell’agricoltura. Il verde ricorda anche il settore della chimica e per molto tempo è stato escluso dal settore Food per evitare di legare il prodotto alimentare all’artificio della scienza. In America, molto spesso, viene utilizzato per rimandare percettivamente al denaro, in quanto ricorda il colore della moneta statunitense.

GIALLO

Il Giallo è un colore primario simbolo di felicità, luce solare, creatività e ottimismo. Utilizzato nel proprio logo andrà a comunicare vivacità e giovinezza. In Cina, per una serie di tradizioni di origine antichissima, il giallo è legato anche al coraggio, l’unico a poter indossare abiti gialli, infatti, era l’imperatore.

ARANCIONE

Come il rosso, anche l’arancione è legato all’archetipo del fuoco e, quindi, all’idea di calore. Viene spesso utilizzato dalle agenzie di viaggio, per rievocare nella mente del consumatore idilliaci paesaggi al tramonto. L’arancione, inoltre, comunica anche giovinezza (caratteristica proveniente dal giallo di cui è in parte composto) e immediatezza. Viene, infatti, utilizzato molto spesso dai fast-food che si rivolgono a questo target.

Abbiamo dunque capito il motivo per cui la scelta del colore del logo non è affatto banale, bensì rappresenta un primo elemento percettivo imprescindibile, che dice molto dell’azienda che rappresenta. Sbagliare nella scelta del colore più adatto alle vostre esigenze, pertanto, può rivelarsi un grave errore d’immagine oltre che compromettere la vostra idea di business.