Per qualsiasi brand, la presenza sui social è ormai indispensabile per raggiungere potenziali consumatori, là dove questi trascorrono molto tempo ogni giorno.

I social media sono, infatti, un ottimo strumento per mostrare prodotti e servizi, costruire una community attorno al marchio e interagire con i clienti.

Ecco il motivo per cui è altrettanto indispensabile avere un’efficace strategia digitale, per evitare che la presenza su queste piattaforme si trasformi in un elemento critico per l’azienda.

Con l’impatto che i social media possono avere sulle decisioni di acquisto, è necessario assicurarsi che il proprio marchio trasmetta sempre il messaggio giusto, evitando tutte quelle pratiche ​​che non piacciono agli utenti.

Scopriamo insieme quali sono gli errori da non commettere nella comunicazione sui social.

Non allineare la social identity con la brand identity

Creare un’identità social non coerente con l’identità del brand è uno dei peggiori sbagli che bisogna assolutamente evitare di commettere, per non rischiare di vanificare tutti gli sforzi comunicativi.

L’istituto di credito iper-istituzionale che sui social dà del Tu, oppure il brand di abbigliamento giovanile che parla in modo super formale, sono semplici e purtroppo diffusi esempi di identità social che non coincide con quella reale, generando, in questo modo, confusione e diffidenza negli utenti.

Bisogna tenere a mente che, nonostante i social richiedono un tono di voce adeguato al contesto, è necessario presentare un’immagine coerente e riconoscibile del brand in tutti i canali, off-line e on-line.

Cedere all’autoreferenzialità

Se tutto ciò che si fa è pubblicare contenuti promozionali, non si fornisce alcun valore agli utenti. In questo modo, i follower si stancheranno nel giro di pochi post e toglieranno il “mi piace” alla pagina.

In effetti, questo genere di contenuti dovrebbe rappresentare solo il 20% circa del piano editoriale. Le persone, di fatto, seguono un brand perché i suoi contenuti rispondono a qualche tipo di bisogno, ad esempio informativo oppure di intrattenimento, e per interagire con questo.

Pubblicare un buon mix di contenuti, come tutorial, risorse gratuite, contenuti generati dagli utenti, concorsi e così via, può far sì che i contenuti promozionali lanciati ogni tanto siano ben accolti, pur mantenendo il pubblico coinvolto e interessato alla pagina.

Non dare a ciascun social il proprio post

Diversi canali social sono integrati fra loro, ma ciò non significa che lo stesso post sia adatto per tutti. Ogni social media, infatti, ha il suo linguaggio, le sue best practice e il suo pubblico.

Instagram, ad esempio, è un canale più adatto per postare contenuti più coinvolgenti ed emozionali, attraverso i quali creare la propria brand identity.

Facebook, invece, ha un ruolo più informativo-descrittivo, ideale per comunicare i benefici di un prodotto o servizio e creare una community attorno a questi.

Sarebbe un grave errore non cogliere le diverse sfumature di queste piattaforme.

#Un #mappazzone #di #hashtag, #Emoji #e #strafalcioni

Gli errori di ortografia e di sintassi sono un brutto biglietto da visita per un brand. È buona norma, pertanto, controllare accuratamente i testi prima di pubblicarli per assicurarsi che tutto sia perfetto. La cura del copy, infatti, è sintomo di cura per chi lo leggerà.

Per rendere più leggibile e scorrevole un copy particolarmente lungo, le Emoji possono essere un ottimo escamotage. Queste, infatti, aggiungono un elemento visivo al testo, rendendolo più immediato. Sì, quindi, al loro utilizzo, ma senza esagerare.

Occorre agire con parsimonia anche nell’utilizzo degli hashtag. Questi servono a contestualizzare il contenuto del messaggio, legandolo a un tema ben preciso. Realizzare dei copy pieni zeppi di hashtag, al contrario si rivelerà una grande difficoltà per la comprensione del messaggio da parte degli utenti.

Nascondere i commenti (negativi) sotto la sabbia

Non bisogna mai ignorare gli utenti che interagiscono sui profili social aziendali, specialmente quando questi esprimono critiche o lamentele nei confronti del proprio marchio.

Peggio ancora, se si decide di nascondere o cancellare le interazioni scomode, giudicandole dannose per l’immagine del proprio business. In poco tempo, tutto questo si diffonderà in rete a velocità supersonica, danneggiando la reputazione del brand.

Ecco spiegata l’importanza di saper gestire un momento di “crisi” sui social, rispondendo e cercando una soluzione efficace e tempestiva al problema, che trasformi un utente scontento in un cliente fedele.

Diversi brand ritengono ancora oggi, che i social media non debbano essere parte integrante della strategia di brand awarness, in quanto utili ma non strettamente necessari: niente di più sbagliato!

Al contrario, bisogna lavorare costantemente per comprendere come impostare le strategie, come ottimizzare ogni tipo di account, quali tipi di contenuto performano meglio e come coltivare le community su questi canali.

In altre parole, non lasciare nulla al caso.